Economia 04 Settembre 2019

L'Intelligenza Artificiale salverà i colletti bianchi?


Quando si parla di intelligenza artificiale il pensiero comune rimanda all'automazione, alla trasformazione digitale, ai robot. Tendenzialmente spaventa perché storicamente le rivoluzioni hanno sempre portato al progresso, ma anche iniziali disagi alle masse di lavoratori. Soprattutto quando il disagio ha significato “sostituzione delle braccia umane con acciaio e macchine più veloci e instancabili”. E questo sarà sempre vero per lavori prettamente esecutivi e ripetitivi, semplici da un punto di vista decisionale (del tipo: se hai la variabile A, agisci a destra; se hai la variabile B, agisci a sinistra) che saranno sostituiti dall'automazione e dai robot; le macchine garantiscono minor errore perché la noia di un lavoro ripetitivo abbassa l'attenzione nell'esecutore umano; velocità e assenza di interruzioni consentiranno di lavorare meglio, con minori problemi da gestire e rapporti più sani. La trasformazione digitale, quindi, sta cambiando la natura del lavoro, razionalizzando il numero di addetti e portando i singoli alla necessità di acquisire competenze di manutenzione software, verifica adattamenti, ecc. Per le maestranze “da colletto bianco”, ossia per coloro che guidano le strategie delle aziende, l'intelligenza artificiale porterà lo stesso scompenso perché tocca una parte delle competenze da sempre perimetro umano: analisi storica, osservazione dati e...

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