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Imposte e tasse 03 Maggio 2019

Lo Statuto del contribuente è tornato di moda


Lo Statuto dei diritti del contribuente è tornato in voga. D’improvviso il legislatore e l’Amministrazione finanziaria si sono ricordati dell’esistenza e dell’importanza della L. 212/2000, che contiene al suo interno una serie di precetti fondamentali per un ordinato e corretto rapporto tra il Fisco ed i contribuenti. Testimonianza di tutto ciò la troviamo in una produzione quasi giornaliera di risposte a interpelli presentati dai contribuenti e nella presa d’atto dell’Agenzia delle Entrate che nessun adempimento può essere chiesto ai contribuenti prima del decorso di almeno 60 giorni dall’entrata in vigore di una norma di legge (circolare n. 9/E/2019). Ma non è tutto. Di recente nello Statuto si è introdotta una norma fondamentale attraverso il nuovo articolo 10-bis in materia di disciplina dell’abuso del diritto o elusione fiscale, a testimonianza diretta di una preminenza, almeno sul campo, di tale fonte del diritto. Allo stesso tempo il legislatore sembra voler definitivamente rendere generalizzato l’obbligo del contraddittorio preventivo, che proprio nello Statuto dei diritti del contribuente trova il suo fondamento normativo (art. 12, c. 7). Tornando alla circolare 10.04.2019, n. 9/E, non si può non sottolineare come, preso atto di quanto disposto dall’art. 3, c. 2, L. 212/2000, l’Agenzia fornisca un’interpretazione circa la vigenza delle nuove cause...

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