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Imposte e tasse 23 Dicembre 2021

L’Oss salva gli esportatori abituali

Con la risposta all’interpello n. 802/2021, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che anche le vendite intracomunitarie a distanza OSS rilevano per lo status di esportatore abituale.

A luglio 2021 è nato un nuovo regime di vendite a distanza intracomunitarie. Le nuove regole interessano in prevalenza le operazioni di e-commerce indiretto, ossia le vendite di prodotti fisici mediante canali digitali, rivolte a consumatori finali localizzati in un diverso Paese dell’Unione Europea. Le stesse regole si applicano alle vendite a distanza basate su cataloghi e simili. Tali vendite a distanza, salvo per gli imprenditori che si collocano sotto la soglia dei 10.000 euro/annui, sono soggette a Iva nel Paese del consumatore. Per facilitare i venditori internazionali, il regime del MOSS già esistente, che permette di assolvere gli obblighi Iva nei diversi Paesi UE attraverso un’unica applicazione gestita in Italia dall’Agenzia delle Entrate, è stato ampliato ed è diventato OSS (passando così da mini one stop shop a one stop shop). Il regime è opzionale, ma nella maggiore parte dei casi la gestione diretta dell’Iva nei vari Paesi avrebbe costi troppo elevati; quindi, l’OSS rappresenta il normale modo di gestire la fiscalità delle vendite a distanza. Da segnalare che le vendite OSS sono dispensate dagli obblighi documentali italiani (fattura, registrazione, dichiarazione). Ciò premesso, è evidente che il nuovo regime potrebbe comportare particolari problemi finanziari a quegli imprenditori che acquistano o producono in Italia per vendere prevalentemente all’estero con...

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