Lo prevede la riforma fiscale. Uno dei filoni principali da attuare nella riforma del sistema fiscale italiano è infatti quello di ridurre l’evasione e l’elusione fiscale.
Nell’art. 1 del disegno di legge delega di riforma fiscale, recentemente modificato, si legge che la riduzione dell’evasione e dell’elusione fiscale dovrà essere perseguita anche “attraverso la piena utilizzazione dei dati che affluiscono al sistema informativo dell’anagrafe tributaria, il potenziamento dell’analisi del rischio, il ricorso alle tecnologie digitali e alle soluzioni di intelligenza artificiale, ferma restando la salvaguardia dei dati personali ai sensi del regolamento (UE) 2016/ 679”.
Il contrasto all’evasione fiscale è senz’altro una priorità che deve essere affrontata con decisione tramite l’utilizzo dell’enorme mole di informazioni di cui dispone l’Amministrazione Finanziaria.
I più recenti provvedimenti normativi ci dicono, tuttavia, che se si vuole utilizzare l’intelligenza artificiale nelle attività di analisi del rischio di evasione attraverso l’incrocio delle banche dati dell’anagrafe tributaria, occorre limitare, il più possibile, le tutele previste nel codice della privacy.
Basta esaminare la disposizione contenuta nella L. 27.12.2019, n. 160 (legge di Bilancio 2020) per capire come stanno realmente le cose. Sulla base di tale disposizione normativa, in considerazione dei rilevanti obiettivi di interesse pubblico di prevenzione e contrasto all'evasione, alcuni dei diritti previsti dal codice della privacy...