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Società 26 Settembre 2018

Modelli organizzativi 231 obbligatori, il disegno di legge


La disciplina in materia di responsabilità delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica non prevede alcuna obbligatorietà circa l'adozione del modello organizzativo 231, ossia, in base al principio dell'autocontrollo, è riconosciuta all'ente la facoltà di adottarlo. Sebbene alcune legislazioni regionali lo prevedano come requisito preliminare, tra altri requisiti, per ottenere o mantenere l'accreditamento in specifici settori (es.: formazione, sanità), così come l'AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ai fini del punteggio per l'attribuzione del Rating di legalità, ha previsto la presenza del modello 231 quale elemento di valutazione. Inoltre, secondo alcuni orientamenti giurisprudenziali, se all'ente sono irrogate sanzioni pecuniarie a motivo dell'assenza del modello 231, i suoi amministratori sono chiamati a rispondere di mala gestio, sussistendo la loro responsabilità per inadeguata attività amministrativa e, pertanto, sono tenuti a risarcire lo stesso ente per la sanzione pecuniaria inflittagli. Lo scorso mese di luglio, per iniziativa di un gruppo di senatori, è stato presentato un disegno di legge modificativo del D.Lgs. n. 231/2001 che prevede l'obbligatoria adozione del modello 231 per determinate categorie di enti collettivi. Le società di capitali (srl, spa, sapa,...

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