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Imposte e tasse 08 Novembre 2019

Mole dati nel flusso della fattura elettronica

In un anno statisticamente 2,1 miliardi di operazioni che, oltre a cedente e cessionario, spesso coinvolgono anche soggetti terzi, minorenni, conviventi, ecc.

In un anno sono emesse circa 2,1 miliardi di fatture elettroniche contenenti dati che individuano: beni e servizi ceduti; descrizione delle prestazioni. Dalle fatture è possibile ricavare innumerevoli informazioni relative ai rapporti tra cedente e cessionario e altri soggetti terzi, riferite anche a: sconti applicati; fidelizzazioni e politiche commerciali in genere; abitudini di consumo; stato di salute, informazioni penali, ecc., anche di familiari, minorenni, ecc. Si distinguono inoltre 2 macro categorie di dati sensibili: dati trasmessi a fini di garanzia, assicurativi e per prassi commerciali; dati obbligatori imposti da specifiche normative di settore (trasporti, forniture di servizi energetici o di telecomunicazioni, ecc.): tipologie dei consumi; fatturazione dettagliata; regolarità dei pagamenti; appartenenza a particolari categorie di utenti. Nel biennio 2016-2017 sono stati effettuati rispettivamente 121.849 e 163.330 accertamenti su contribuenti Iva a fronte di circa 4,7 milioni di soggetti che hanno presentato la dichiarazione Iva. Emerge dalla relazione del Garante della privacy sulla manovra fiscale 2020 (D.D.L. n. 124/2019).

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