In un anno statisticamente 2,1 miliardi di operazioni che, oltre a cedente e cessionario, spesso coinvolgono anche soggetti terzi, minorenni, conviventi, ecc.
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In un anno sono emesse circa 2,1 miliardi di fatture elettroniche contenenti dati che individuano:
beni e servizi ceduti;
descrizione delle prestazioni.
Dalle fatture è possibile ricavare innumerevoli informazioni relative ai rapporti tra cedente e cessionario e altri soggetti terzi, riferite anche a:
sconti applicati;
fidelizzazioni e politiche commerciali in genere;
abitudini di consumo;
stato di salute, informazioni penali, ecc., anche di familiari, minorenni, ecc.
Si distinguono inoltre 2 macro categorie di dati sensibili:
dati trasmessi a fini di garanzia, assicurativi e per prassi commerciali;
dati obbligatori imposti da specifiche normative di settore (trasporti, forniture di servizi energetici o di telecomunicazioni, ecc.):
tipologie dei consumi;
fatturazione dettagliata;
regolarità dei pagamenti;
appartenenza a particolari categorie di utenti.
Nel biennio 2016-2017 sono stati effettuati rispettivamente 121.849 e 163.330 accertamenti su contribuenti Iva a fronte di circa 4,7 milioni di soggetti che hanno presentato la dichiarazione Iva.
Emerge dalla relazione del Garante della privacy sulla manovra fiscale 2020 (D.D.L. n. 124/2019).