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Economia
14 Aprile 2020
Necessario completare il quadro delle norme a beneficio delle imprese
Il Decreto Liquidità è un buon inizio, però manca ancora una reale protezione da responsabilità penale e civile che possa fornire sicurezza alle imprese: si pensi alla bancarotta preferenziale o all'aggravamento del dissesto, oppure alle azioni di responsabilità, ecc.
In altri interventi sulle riviste e rubriche di Ratio è stato più volte sottolineata la necessità che il nostro Paese si preoccupi, da subito e senza ulteriori attese, di dotarsi di una legislazione per le imprese. La conferma di tale necessità è arrivata con il D.L. 23/2020 che, nei 4 articoli dedicati al mondo produttivo (5, 6, 7 e 8), ha fatto sfoggio di tecnica legislativa indecente. L'intento del legislatore (forma a parte) è chiaro: vanno disinnescate dalle dinamiche di patologia degli andamenti aziendali i costi e gli effetti derivanti dalla pandemia; la ragione è bene indicata nell'art. 56 del decreto Cura Italia: l'epidemia da Covid-19 è formalmente riconosciuta come evento eccezionale e di grave turbamento dell'economia, ai sensi dell'art. 107 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea.
Occorre una legislazione funzionale a tale caratteristica per evitare di pagarne le conseguenze quando, da vaccinati o sieropositivi, tutti avremo ripreso il nostro corso.
Bene quindi la proroga della parte patologica della riforma della crisi di impresa, bene la moratoria sui provvedimenti a protezione del capitale, bene stabilire per legge che il giudizio sulla continuità (non per tutti) sia retrospettivo, un po' meno bene il disinnesco della postergazione legale dei finanziamenti soci (incomprensibile in un momento di necessità di capitalizzazione delle aziende). Manca tutto...