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Società 12 Ottobre 2023

Nessuna presunzione per l’amministratore delegato

Non è possibile attribuire automaticamente un compenso solo perché l’amministratore ha prestato la sua opera, fino a prova contraria.

Non è possibile attribuire automaticamente un compenso all’amministratore per il suo ruolo, così è emerso dalla sentenza della Cassazione 21.07.2023, n. 21929. La sentenza stabilisce che “in materia di accertamento delle imposte sui redditi, l’Amministrazione Finanziaria non può pretendere, presumendone l’onerosità, di assoggettare a tassazione un compenso dell’amministratore di una società in mancanza di prova contraria da parte del contribuente, non potendo la stessa fondare tale pretesa su una presunzione, inconferente in presenza di un diritto disponibile, quale quello dell’amministratore al compenso della società”. Da ciò ne deriva che l’Amministrazione Finanziaria non può presumere che la carica di amministratore di società sia sempre e comunque remunerata e quindi soggetta a tassazione. Anche la quinta sezione della Corte di Cassazione con la sentenza 13.07.2018, n. 18643, aveva ribadito lo stesso principio. Solo la Cassazione, con la sentenza 29.01.2008, n. 1915, ha considerato legittimo l’operato del Fisco, che aveva rettificato la dichiarazione dell’amministratore di una piccola Srl, sostenendo che tale carica doveva essere sempre e comunque oggetto di apposita remunerazione. Diverso è il caso oggetto di trattazione della recente sentenza, che riguarda invece un avviso di accertamento induttivo nei confronti...

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