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Gestione d'impresa 23 Ottobre 2023

“Non per offenderti…”

Come reagiamo quando qualcuno ci critica? Feriti nell’ego, non riusciamo a controllare l’istintiva reazione di difenderci o attaccare, ma non essendo una strategia efficace, l’invito è l’adozione di un’alternativa.

“Non per criticarti, però…” ; “Non per offenderti ma...”. Chissà quante volte ci siamo sentiti dire queste frasi e, ammettiamolo pure, è stato come ricevere un pugno nello stomaco. Nella stragrande maggioranza dei casi ricevere una critica ci pone sulla difensiva. La reazione di resistenza alberga nell’inconscio. Il cervello non comprende immagini e pensieri preceduti dall’avverbio di negazione. Provate a dire a qualcuno di non preoccuparsi e otterrete l’esatto contrario, perché la sua ansia crescerà in modo esponenziale. Quando ascoltiamo, ad esempio, l’interlocutore dire: “Non per offenderti”, il nostro dialogo interiore decodifica il messaggio al contrario: “Eccolo qui, ti pareva! Come si permette di offendermi?”. La reazione alle critiche è stata ereditata da epoche remote. Quando gli avi vagavano nelle foreste ostili, in cerca di cibo per assicurarsi la sopravvivenza, spesso rischiavano di diventare loro stessi il pasto del giorno di un felino vagante. L’infelice incontro dava origine a un immediato rilascio di adrenalina, il cuore aumentava il suo battito per pompare più sangue ai muscoli e assicurarsi una velocissima fuga, degna del compianto Pietro Mennea. Se il leone avesse, in alternativa, confinato il nostro antenato in una strada senza uscita, quest’ultimo avrebbe dovuto combattere per sopravvivere. Quelle appena...

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