La riforma Irpef, come dichiarato dal Governo, mira ad alleggerire la pressione fiscale soprattutto per i redditi medio-bassi, preservando la progressività del sistema tributario e riducendo le variazioni delle aliquote marginali; l’obiettivo è quello di agevolare il mercato del lavoro, promuovere l’attività imprenditoriale e favorire l’emersione degli imponibili.
Il primo tassello della riforma fiscale riguarda la rimodulazione degli scaglioni di reddito che passeranno dagli attuali 5 a 4: infatti, è prevista l’eliminazione del 3° scaglione di reddito (compreso tra 28.001 € e 55.000 €) che sconta un’aliquota pari al 38% (ben 11 punti percentuali in più rispetto all’attuale scaglione precedente), oltre che l’ampliamento della no-tax area e una complessiva rivisitazione delle deduzioni e delle detrazioni.
L’impianto della riforma Irpef poggia sulla riduzione a 4 degli attuali 5 scaglioni. In particolare, si prevede:
- aliquota al 23% per i redditi lordi annui fino a € 15.000;
- aliquota al 25% per la fascia € 15.001-28.000;
- aliquota al 35% per i redditi tra € 28.001 e 50.000;
- aliquota al 43% per i redditi oltre € 50.000 lordi annui.
Risulta interessante capire chi ci guadagnerà e quanto si potrà risparmiare in termini di Irpef nel 2022. Dati alla mano, vale la pena evidenziare che l’attuale tassazione sul lavoro in Italia (comprensiva dei contributi) è tra le più alte in Europa, mentre i redditi personali pro-capite sono tra i più bassi del continente. Detto ciò, va rilevato il fatto che la manovra Irpef determina un’imposta netta in diminuzione per tutte le fasce di reddito: questo si traduce in un primo punto di vantaggio fiscale.
L’obiettivo principale della riforma è quello di avvantaggiare il ceto medio italiano, ma come è ormai noto, i giovani sono quelli con i redditi mediamente più bassi e, dunque, saranno coloro che godranno meno dei vantaggi fiscali derivanti dalla revisione degli scaglioni e delle aliquote Irpef.
Infatti, sulla base della nuova rimodulazione delle aliquote, senza tener conto dell’impatto che potrà avere la revisione della no-tax area e del sistema delle detrazioni, coloro che avranno maggiori vantaggi saranno i contribuenti con redditi compresi nella fascia 40.000 € - 55.000 €, con un picco massimo di risparmio Irpef di 920 €.
Tuttavia, a fare realmente la differenza sarà la combinazione tra la rimodulazione degli scaglioni e delle aliquote con il sistema delle detrazioni d’imposta, dei bonus Irpef e della no-tax-area.
Va notato che l’attuale impostazione della riforma del sistema fiscale evidenzia la volontà di alleggerire la tassazione che grava sul ceto medio; tuttavia, i concreti vantaggi saranno molto contenuti per il singolo contribuente.
La soluzione prospettata nella riforma rappresenta un primo passo, probabilmente troppo piccolo, verso la ridefinizione di un intero sistema tributario che risulta ancora troppo frammentato e disomogeneo.
In questo modo, si rischia di perdere un’occasione irripetibile: investire i fondi del PNRR nella crescita dell’intero sistema Italia.
Ancora troppo poco, il Paese necessita di un segnale forte.
Occorre osare di più.
