Buon anno, buon 2019. È un augurio che tutti i revisori e sindaci si sono scambiati nel corso dei convegni di dicembre, mentre completavano il percorso formativo obbligatorio e ottenere gli ultimi crediti necessari.
Proprio quest'ultimo argomento deve costituire la principale fonte di riflessione per Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e MEF, che sono i principali (unici?) interlocutori dei percorsi formativi obbligatori: i 2 anni trascorsi hanno messo in evidenza un'inutile complicazione relativa sia alla gestione sia al semplice computo dei crediti formativi individuali, che deve essere rimossa e resa consona al livello delle persone che devono adempiere tale obbligo. In altri termini, occorre eliminare le inutili sciarade legate a una codifica incerta, astrusa e totalmente inutile sia per gli iscritti, sia per gli ordini professionali.
Su questo argomento esiste, inoltre, un'ingiustificata disparità tra la formazione autogestita dalle grosse società di revisione e quella di commercialisti e Ordini.
Il principale regalo del nuovo anno è la riforma della crisi di impresa e soprattutto la parte di modifiche all'ordinamento civilistico delle società che entrerà in vigore senza il “rodaggio” dei 18 mesi della riforma. La questione della drastica riduzione dei limiti per l'obbligo dell'organo di controllo è giudicata inopportuna dalla maggior parte di...