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IMPOSTE E TASSE 10/09/2021

Nuovo redditometro: attenzione a quanto detrai. E Al Capone?

Alcune considerazioni sullo strumento prima della pubblicazione del decreto di riferimento.

L'art. 10, D.L. 12.07.2018, n. 87, introduceva modifiche all'art. 38, D.P.R. 600/1973, prevedendo che le disposizioni del D.M. 16.09.2015 contenente gli elementi da prendere in considerazione per la determinazione del reddito in forma sintetica, avessero valore sino al periodo di imposta 2015 compreso, mentre per gli anni successivi, cioè dal 2016 compreso in poi, il reddito sintetico sarebbe stato determinato in funzione di un D.M. di successiva emanazione.
Tale decreto in bozza è stato sottoposto, sino al 15.07.2021, alla valutazione delle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori: non ci resta che osservare che nella valutazione della bozza di decreto ancora una volta si sono voluti escludere i professionisti del settore, cioè i commercialisti che avrebbero potuto dare un valido contributo in merito, ma d'altronde l'art. 38, c. 5, D.P.R. 600/1973 “parla chiaro” e prevede unicamente il coinvolgimento dell'ISTAT e delle associazioni dei consumatori. Ora non resta che attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del D.M. in questione.

In via preliminare ci sia consentito osservare che il “nuovo” redditometro avrà efficacia dal 1.01.2016 (cioè da 5 anni fa), e ciò “in barba” a qualsiasi diritto del contribuente, e vengono inseriti nel decreto 2 allegati:

  • allegato A relativo a spese quantificabili per la determinazione del reddito;
  • allegato B relativo alla composizione del nucleo familiare, quest'ultimo in base al mantenimento della famiglia determinato dall'Istat “quale spesa minima necessaria per posizionarsi al limite della soglia di povertà assoluta”.
In secondo luogo, la presunzione e determinazione del reddito sintetico si contraddice in termini nella stessa bozza di decreto: un conto è pagare le spese (cioè in parole povere “avere i soldi”), un altro conto è il reddito dichiarato, tenuto conto che, ad esempio, il reddito per le imprese viene determinato per competenza e non per cassa, sicché nel caso di una ditta individuale dovrei tenere conto dei prelevamenti del titolare che potrebbero addirittura essere superiori al reddito dichiarato.

Ma curiosando nell'allegato A alla bozza di decreto abbiamo modo di scoprire perché in questi ultimi anni si è ampliata la detraibilità o deducibilità di talune spese: infatti al valore di alimentari e bevande, abbigliamento e calzature, ecc. (determinato dall'Istat “soglia di povertà assoluta”) hanno l'effetto di sommarsi alle spese presenti in anagrafe tributaria, cioè le rate di mutui, l'affitto, spese straordinarie condominiali (50%, ecc.), energia elettrica, gas, colf, spese per medicinali, spese mediche e odontoiatriche, assicurazioni, tassa automobilistica, spese per ricambi, lubrificanti, manutenzioni, ormeggio, rimessaggio di natanti e imbarcazioni (queste con apposita tabella, ad esempio per un'imbarcazione di 10 metri a motore tale spesa è quantificabile in 16.000 euro/anno), spese telefoniche, spese per acquisto apparecchi per telefonia, spese per asili nido, per le scuole primarie e secondarie, master, tasse universitarie, soggiorni di studio all'estero, canoni di locazione per studenti universitari, abbonamenti a televisioni e Internet, attività sportive, spese per animali domestici (veterinarie), spese sostenute presso liberi professionisti, assegni corrisposti al coniuge, spese di ristrutturazione di fabbricati, donazioni ed erogazioni liberali, imposte, tasse e contributi; ai predetti elementi vanno ad aggiungersi gli “incrementi patrimoniali” (acquisti di immobili, autovetture, ecc.).

Resta da osservare che la determinazione del reddito in forma sintetica dovrebbe costituire “l'ultima spiaggia” in termini di modalità di accertamento, mentre sarebbe forse il caso di applicare tale forma di accertamento a chi risulta non avere redditi, un po' all'americana come nel caso di Al Capone, cioè nei casi in cui viene da chiedersi “come fai a viaggiare su un SUV 2.500 nuovo di pacca se non hai redditi (leciti) o se hai il solo reddito di cittadinanza?”.