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Imposte e tasse 10 Luglio 2023

Omessa asseverazione rischio sismico sanabile con remissione in bonis

L’Agenzia delle Entrate ha sciolto le riserve sull’argomento e, con una risposta a una precisa istanza per interpello, ha aperto alla possibilità di sanare l’omissione dell’asseverazione del rischio sismico.

L’omissione dell’asseverazione per i lavori destinati alla riduzione del rischio sismico può essere sanata con l’istituto della remissione in bonis entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi nella quale deve essere esercitata la detrazione della prima quota costante dell'agevolazione, sempre se la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento. Con la risposta 29.05.2023, n. 332 l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori precisazioni, confermando che il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e l'asseverazione devono essere allegati alla segnalazione certificata di inizio attività o alla richiesta di permesso di costruire, al momento della presentazione allo sportello unico competente. Nell’istanza presentata che ha innescato la risposta in commento, un soggetto ha dichiarato di aver avviato un intervento edilizio su un immobile di proprietà, accatastato attualmente come “C/6” ma destinato a essere trasformato in abitazione. Si trattava di interventi di riduzione del rischio sismico dell'edificio che avrebbero potuto beneficiare della detrazione maggiorata del 110% (superbonus) nel limite di spesa non superiore a 96.000 euro. L'istante ha comunicato di aver incaricato un ingegnere, in possesso di idonea polizza assicurativa, per la necessaria asseverazione, il...

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