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16 Ottobre 2026
OpenAI chiude i GPT: cosa salvare delle nostre creazioni
Dall’11.12.2026 i GPT personalizzati lasciano il posto ai plugin. La migrazione esiste, ma porta con sé solo una parte del lavoro. Per chi li ha costruiti è il momento di capire dove stava davvero il valore di quelle creazioni.
Tutto scorre nel mondo dell’intelligenza artificiale: i GPT, che per anni avevano rappresentato uno strumento potentissimo per l’indirizzamento dell’AI, sono ritenuti ora inutili e destinati a scomparire.OpenAI ha infatti annunciato il ritiro dall'11.12.2026 dei GPT personalizzati, nati nel novembre 2023 e accompagnati per un certo periodo da grandi promesse, compreso uno Store che avrebbe dovuto trasformarli in un mercato. È prevista una proroga fino all’11.02.2027 solo per alcuni workspace Enterprise che abbiano ottenuto una deroga. Al loro posto arrivano, o meglio sono già arrivati, i plugin, un’architettura condivisa tra ChatGPT e Codex che può contenere skill (istruzioni e risorse per flussi di lavoro ripetibili), collegamenti a sistemi esterni tramite server MCP, oppure entrambi.La migrazione si avvia dalla sezione dedicata ai propri GPT e, sulla carta, è indolore: le istruzioni diventano una skill e i file di conoscenza vengono copiati come materiali di riferimento. Le note in piccolo raccontano però un’altra storia. Passa solo l’ultima versione pubblicata, le bozze restano indietro, il modello scelto non viene trasferito e nemmeno le impostazioni di condivisione. Le Actions, cioè i collegamenti a servizi esterni, vanno ricostruite, talvolta con un server MCP che richiede competenze tecniche. Il plugin nasce privato, chi usava il GPT originale non riceve alcun accesso automatico e l’originale migrato diventa di sola lettura. La stessa OpenAI...