Opzione della cedolare secca nelle locazioni brevi
La stipula attraverso intermediario telematico consente al proprietario di avvalersi della tassazione secca a prescindere dalle disposizioni regionali, poiché non disciplinano aspetti fiscali.
L'Agenzia delle Entrate, con la risposta all'interpello 10.09.2019, n. 373, ha risollevato il tema delle locazioni brevi. La fattispecie è stata introdotta 2 anni fa dall'art. 4 D.L. 50/2017, per consentire a privati di concedere in locazione immobili abitativi (anche singole stanze) per brevi periodi di tempo, non superiore a 30 giorni per ogni singolo contratto. Tali contratti possono prevedere anche prestazioni accessorie, quali la fornitura di biancheria o la pulizia dei locali o il wi-fi o l'aria condizionata (ex circolare 24/E/2017); restano invece escluse la fornitura della colazione e di pasti in genere, la messa a disposizione di auto a noleggio, di guide turistiche, ecc.
Le locazioni brevi devono essere stipulate da persone fisiche private, ossia al di fuori dell'esercizio d'impresa, a locatari persone fisiche private e per fare ciò è anche possibile avvalersi di intermediari che gestiscono canali telematici, per esempio il portale “AirBnB”, come nel caso oggetto dell'interpello. L'intermediario si occupa di collegare domanda e offerta e se interviene nel pagamento o incassa direttamente i canoni o i corrispettivi, deve operare una ritenuta del 21% all'atto del pagamento al proprietario locatore, sull'importo indicato nel contratto di locazione.
L'istante in questione rappresentava l'intenzione di affittare un appartamento con la formula delle locazioni brevi, avvalendosi appunto...