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Imposte e tasse 21 Settembre 2022

Ora spetta al Fisco l’onere della prova

La presunzione grave, precisa e concordante non basta più per condannare un contribuente: l’onere della prova spetta al Fisco. È quanto stabilito con la Riforma della giustizia tributaria approvata il 9.08.2022.

L’art. 6, L. 130/2022 ha introdotto il comma 5-bis nell’art. 7 D.Lgs. 546/1992 che prevede che “l’amministrazione prova in giudizio le violazioni contestate con l’atto impugnato e il giudice fonda la decisione sugli elementi di prova che emergono nel giudizio e annulla l’atto impositivo se la prova della sua fondatezza manca o è contraddittoria o se è comunque insufficiente a dimostrare ... le ragioni oggettive su cui fondano la pretesa ... e l’irrogazione delle sanzioni”. Il giudice tributario, quindi, nel decidere dovrà stabilire la legittimità della pretesa per come è esposta nella motivazione ed è tenuto a valutare le prove che l’Amministrazione porterà in giudizio contro il contribuente e potrà anche ammettere la testimonianza in forma scritta. Con la Riforma si dice che spetta al giudice fondare la decisione su elementi di prova che emergono e valutare se annullare l'atto impositivo. Nel settore si è sempre discusso sulla possibilità per il legislatore e il giudice di stabilire a chi addossare l’onere della prova nel processo tributario. Quindi viene annullato l’atto impositivo, o in giudizio si decide in favore del contribuente, se la prova della sua fondatezza manca o è contraddittoria o se è comunque insufficiente a dimostrare, in modo circostanziato e puntuale, comunque in coerenza con la normativa tributaria...

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