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Imposte e tasse 29 Ottobre 2019

Paesi Bassi (medi e alti)

Un quasi-paradiso fiscale pone problemi di armonizzazione tributaria ma evidenzia anche i limiti di trovate come la lotteria degli scontrini.

Ecco l’eterno ritornello. In vista della manovra economica per il 2020 si parla di evasione fiscale. La cifra stimata è notevole, oltre 100 miliardi, sui quali si immagina di incidere per una quota anche minima, ma che risolverebbe non pochi problemi di entrata, nel clima di riconciliazione con l’Europa e di diminuzione del debito pubblico. Non so fino a che punto l’Unione Europea vedrà di buon occhio questa messa a bilancio di una speranza, ma le altre strade sono sempre più strette e quella di recuperare un po’ di evasione appare sempre come un’autostrada facile da imboccare. Oltretutto, sembra un argomento sul quale concordare: chi sarebbe favorevole agli evasori? Ci sarebbero solo distinguo, piccoli aggiustamenti, divergenze di metodo, ma sulla sostanza la condivisione è assicurata, come quando, pur essendo tutti fondamentalmente contrari, senatori e deputati hanno votato la riduzione dei parlamentari per non esporsi al pubblico ludibrio. La questione che rimane è quella di chi sarà interessato dai provvedimenti anti-evasione. Da tempo le grandi multinazionali hanno dimostrato un grande amore per l’Olanda, non certo per il suo clima o per le piste ciclabili o per i bellissimi Van Gogh custoditi nei musei. L’Olanda è uno strano caso di semi-paradiso fiscale intraeuropeo, a lungo tollerato dagli altri Paesi, anzi per molti versi funzionale, che ha fatto la fortuna dei propri...

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