RICERCA ARTICOLI
Altre imposte indirette e altri tributi 25 Luglio 2026

Patto di famiglia: niente esenzione se il controllo resta al padre

Con la risposta n. 143/2026 l'Agenzia delle Entrate nega l'esenzione ex art. 3, c. 4-ter del TUSD al patto di famiglia in cui diritti particolari statutari riservati al disponente svuotano il controllo di diritto trasferito al figlio.

Con la risposta all’interpello 13.07.2026, n. 143 l'Agenzia delle Entrate è tornata a esprimersi sul requisito del controllo ai fini dell'esenzione dall'imposta sulle successioni e donazioni prevista dall'art. 3, c. 4-ter D.Lgs. 346/1990.Nel caso esaminato il socio unico di una holding (impresa commerciale ex art. 55 del Tuir) intendeva trasferire al figlio, mediante patto di famiglia (ex art. 768-bis e ss. c.c.), la nuda proprietà del 95% del capitale sociale, riservandosi l'usufrutto vitalizio ma attribuendo al nudo proprietario, con apposita convenzione (ex art. 2352 c.c.), i diritti di voto in assemblea ordinaria. Sulla carta, dunque, il beneficiario avrebbe acquisito la maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria, integrando il controllo di diritto (ex art. 2359, c. 1, n. 1 c.c.), ovvero l’unica condizione che, per le società di capitali, è prevista per l’esenzione accanto al mantenimento quinquennale del controllo. Il progetto contemplava però una contestuale modifica statutaria attributiva al disponente (ex art. 2468, c. 3 c.c.) di diritti particolari destinati a permanere finché socio, ovvero: il diritto di essere nominato amministratore e presidente del Cda, quello di rappresentare la società e votare nelle assemblee delle partecipate su nomina e revoca degli organi gestori e sulle autorizzazioni ai trasferimenti di partecipazioni, aziende e marchi, nonché un potere di gradimento sui trasferimenti delle quote. A blindare l'assetto, un...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.