Riprendendo l’invito precedente, procediamo a esaminare alcune voci critiche dei bilanci in chiusura sia alla luce dei principi di revisione che delle esigenze di prudenza e di visione prospettica da parte degli estensori del bilancio.
Il documento oggetto di riflessione è il principio di revisione (ISA Italia) 501 e in particolare, la verifica del dato inventariale e della valutazione delle rimanenze finali di magazzino, alla quale abbinare qualche ulteriore considerazione in merito alla conformità della rappresentazione degli utilizzi degli affidamenti bancari in quadratura con le risultanze della Centrale dei Rischi e dei modelli ABI REV.
In merito alla valutazione delle rimanenze finali di magazzino, che deve avvenire dopo avere verificato la sostanziale conformità delle quantità dichiarate con quelle delle liste analitiche compilate in fase di inventario, occorre rapportarsi anche con gli andamenti del mercato dei primi mesi del 2023, in quanto tale valutazione deve essere effettuata al minore tra la valutazione convenzionale e il valore di realizzo desumibile dal mercato stesso in fase di stesura del bilancio.
Ebbene, pensare in termini prospettici dovrebbe comportare un attento esame dell’inventario valorizzato per individuare non solo i canonici articoli “zero e slow moving” da svalutare, ma anche e soprattutto quegli articoli che, per loro caratteristiche e modalità valutative (FIFO, ultimo costo, costo medio ponderato), potrebbero generare nel corso del 2023 potenziali perdite o vendite sottocosto.
Il mercato, in alcuni settori specifici, sta già esprimendo un progressivo ridimensionamento dei costi di nuovo approvvigionamento e,...