La risposta non è semplice, soprattutto in questo periodo colmo di scadenze e adempimenti anche “ridondanti”; proviamo a fare un po' di chiarezza.
Da una parte troviamo l'art 1 D.Lgs. 28.06.2005, n. 139, costitutivo dell'Ordine dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili, che ha a oggetto ben 28 diverse attività esercitabili delle quali una soltanto si riferisce alla elaborazione e predisposizione delle dichiarazioni fiscali. Dall'altra il digitale e di come avrebbe alleviato l'operatività quotidiana di data-entry tale da indirizzare il lavoro verso attività a più alto valore aggiunto; ma allora che cosa è andato storto? Inconsapevolmente indaffarati nel quotidiano, per pigrizia o per distrazione, non ci si sta accorgendo di come il mercato è mutato, anche in seguito alla pandemia ancora in atto, e di come la clientela ha bisogno, oggi più che mai, di essere supportata nello sviluppo del proprio business. La ricetta non è semplice, ma proviamo a trovare qualche ingrediente:
- diversificare i servizi offerti concentrandosi su un particolare aspetto della professione (ne rimangono ben 27!);
- unione di più professionisti (così specializzati) al fine di creare una struttura veramente in grado di fornire una consulenza a 360 gradi;
- investire in strumenti software che finalmente liberino le preziose risorse di studio da quelle attività ripetitive che poco piacciono soprattutto ai più giovani, quei cd. “nativi digitali” propensi a sfruttare a proprio vantaggio il software a disposizione e più propensi a adottare nuove metodologie operative;
- essere disposti a scardinare lo status quo, ovvero quella comfort zone che è difficile abbandonare, ma oramai obsoleta di fronte alle nuove tecnologie come la cd. business intelligence;
- analizzare le informazioni dei clienti ancor prima di rendicontarle (contabilizzarle): una chiara dimostrazione è l'efficientamento operativo raggiungibile dalla contabilizzazione automatica delle fatture elettroniche oppure della prima nota dal file dell'estratto conto bancario una volta però analizzate criticamente le funzionalità del programma gestionale che “impara”. Informazioni reperite in tempo quasi reale che ci permettono di colloquiare col cliente in ottica preventiva (che guarda al futuro) e non consuntiva (rivolta al passato).
Il commercialista ha l'opportunità di riscattarsi e per farlo ha bisogno di aggregarsi con altri colleghi, ciascuno specializzato in una di quelle 28 attività previste dalla legge badando bene di non fare l'errore di pensare ad unioni di mero riparto di spese. Uno studio sempre più virtuale che, grazie alla tecnologia, non necessita della presenza fisica dei professionisti in un unico luogo consentendo la vicinanza anche a colleghi situati agli estremi del nostro Belpaese.
A quel punto, probabilmente, la risposta alla domanda iniziale diventerà diversa. A noi la scelta.
