Economia 26 Ottobre 2020

Perché la società a clessidra è un problema per tutti

Da un modello sociale a piramide stiamo passando, da vent'anni, a quello a clessidra, con la scomparsa del ceto medio. Quale impatto avrà sul mondo del lavoro questo andamento che nessuno cerca di contrastare.

Da piramide a clessidra; il ceto medio che sta scomparendo; un ascensore sociale già lentissimo in Italia, ma che adesso sta rischiando di bloccarsi completamente: rappresentano il peggior pericolo per il modello sociale che abbiamo costruito nel secolo scorso. Offrire la possibilità di riscatto sociale ai meno abbienti è stato il miglior incentivo per molte persone, inclusa la prima ondata di immigrazione arrivata in Italia negli anni '90, con l'obiettivo di integrarsi e avere quelle opportunità lavorative e sociali che i Paesi di origine non potevano offrire. Diventare parte del “ceto medio” era un obiettivo perseguito e raggiungibile. Purtroppo, il modello finanziario e la nascita e lo sviluppo del web sono fenomeni che tendono ad accentuare le differenze economico-finanziarie. E così il modello a piramide si trasforma, negli anni e nei decenni, in un modello a clessidra, dove le possibilità di salire di livello sociale sono quasi inesistenti. La maggiore causa di questa situazione è individuata nel mondo del lavoro: i working poor, i diplomati e i neolaureati che aumentano il numero di chi è impossibilitato a raggiungere un livello di retribuzione "sostenibile". Lavori mal retribuiti e precariato spingono a sfogare la rabbia verso chi si colloca nella parte superiore della società. Quando si affermava che il “ceto medio” rappresentava l'ammortizzatore sociale, si...

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