RICERCA ARTICOLI
Società 12 Ottobre 2020

Percorso a ostacoli per l’aumento di capitale agevolato

Il credito d'imposta previsto dal Decreto Rilancio può offrire vantaggi a soci e società, nonostante le molte condizioni poste dalla norma e l’incognita “click day” per l’attribuzione delle risorse.

L’art. 26, D.L. 34/2020, “Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni”, ha introdotto un’agevolazione in caso di conferimenti in denaro effettuati per l’aumento del capitale sociale, sotto forma di credito d'imposta che premia sia il socio che la società. Di seguito si analizzano entrambe le posizioni. A) Il socio che esegue il conferimento in denaro riceve un credito di imposta pari al 20% calcolato sull’investimento eseguito, in ogni caso non superiore a 2 milioni di euro. La partecipazione riveniente dal conferimento dovrà essere tuttavia posseduta fino al 31.12.2023. Fino a tale data, inoltre, la società che ha beneficiato del conferimento non potrà distribuire riserve di qualsiasi tipo, pena la decadenza dal beneficio e l’obbligo del contribuente di restituire l’ammontare detratto. L’investitore, infine, dovrà farsi rilasciare una certificazione della società conferitaria che attesti di non aver superato il limite dell'importo complessivo agevolabile oppure, se superato, l'importo per il quale spetta il credito d'imposta. Sono escluse le società che controllano direttamente o indirettamente la società conferitaria, che sono sottoposte a comune controllo o collegate oppure sono da questa controllate. B) La società beneficiaria dell’aumento di capitale deve avere sede legale in Italia e soddisfare alcuni requisiti. Tra...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.