Il decreto Cura Italia contiene un'interessante disposizione catalogata, a seconda del punto di vista, come misura di sostegno finanziario alle imprese o come misura di agevolazione fiscale.
Il D.L. 18/2020 ha previsto una misura, contenuta nell'art. 55, che riguarda la conversione di una quota di imposte anticipate in crediti d'imposta qualora sia effettuata nell'anno una cessione di crediti deteriorati. Importante precisare che, sebbene i naturali fruitori dell'agevolazione siano i soggetti appartenenti al settore finanziario, tutte le società (non in stato di dissesto o di insolvenza) possono usufruire della norma. L'efficacia della norma, essendo strettamente collegata all'emergenza sanitaria, è limitata al 2020.
L'obiettivo della norma appare essere quello di assicurare alle imprese in perdita fiscale la possibilità di smobilizzare parte delle imposte anticipate favorendo altresì la circolazione di crediti illiquidi.
La norma consente, infatti, alla società l'immediato utilizzo di una quota di imposte anticipate senza necessità di attendere un risultato fiscale positivo. Inoltre, attraverso il favore riconosciuto alla circolazione dei crediti, si aumenta la liquidità complessivamente a disposizione del sistema economico.
La prima condizione per accedere alla norma è che la società ceda nel corso del 2020 crediti commerciali o finanziari di difficile esigibilità, definiti come quelli scaduti da oltre 90 giorni. Tali crediti rilevano, ai fini dell'applicazione della norma, per il 20% del loro valore nominale.
La seconda condizione è che la...