Pescaturismo nel 2026: tra tradizione ittica e accoglienza turistica
Il pescaturismo configura una diversificazione dell'impresa ittica volta all'integrazione del reddito professionale mediante servizi turistico-ricreativi. È un'attività connessa soggetta a un regime ibrido tra disciplina ittica e del terziario.
Inquadramento giuridico e definizione - Il pescaturismo è disciplinato principalmente dal D.M. 13.04.1999, n. 293, che lo definisce come l’attività di imbarco di persone non facenti parte dell’equipaggio su unità da pesca a scopo turistico-ricreativo. Ai sensi del D.Lgs. 4/2012, l’imprenditore ittico che esercita il pescaturismo rimane a tutti gli effetti un imprenditore agricolo (per equiparazione), a condizione che l'attività di pesca rimanga prevalente rispetto a quella di accoglienza.Per esercitare questa attività, l'imbarcazione deve essere iscritta nei registri delle navi minori e possedere una licenza di pesca professionale valida. Inoltre, è necessario ottenere un'autorizzazione specifica dalla Capitaneria di Porto, che verifica l'idoneità dei locali e delle dotazioni di sicurezza per ospitare passeggeri civili.Regime fiscale: un sistema ibrido - La fiscalità del pescaturismo riflette la sua natura "connessa". Essendo un'estensione dell'attività principale di pesca, gode di regimi agevolati volti a favorire la Blue Economy:- Iva (art. 34-bis D.P.R. 633/1972). Il pescaturismo può beneficiare di un regime forfetario. L'Iva dovuta si calcola applicando una detrazione forfetaria (solitamente pari al 50%) sull'imposta applicata ai corrispettivi riscossi. Questo semplifica notevolmente la gestione contabile rispetto a un'impresa turistica standard;- reddito (art. 56-bis del Tuir). Per le imposte dirette (Irpef/Ires), se l'attività è considerata...