Dal 2020 è entrata in vigore la riforma sulla Tari che prevede una nuova modalità di calcolo del tributo sulla base delle indicazioni formulate dall'Arera, l'Autorità per l'Energia e l'Ambiente, la quale definisce i criteri di riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento per il periodo 2018-2021, adottando il Metodo Tariffario per il servizio integrato di gestione dei Rifiuti (MTR).
Con le delibere 31.10.2019, nn.443 e 444 l'Arera ha predisposto il nuovo metodo tariffario per la determinazione dei corrispettivi del servizio integrato dei rifiuti e ha fissato precisi obblighi in capo ai Comuni e ai gestori, con la conseguenza di modificare il Piano economico finanziario della Tari e di incidere sugli obblighi di trasparenza rendendo gli avvisi di pagamento più chiari per gli utenti e coerenti con le spese effettive sostenute per il suddetto servizio.
Le nuove disposizioni prevedono l'individuazione di 4 settori (spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto dei rifiuti, riscossione e rapporto con gli utenti, trattamento, recupero e smaltimento) e di 4 schemi tariffari.
Nel ridefinire la nuova Tari si è tenuto conto del principio europeo secondo cui “chi inquina di più paga anche di più” e questo assioma comporta che se i Comuni conferiranno più rifiuti dovranno inevitabilmente sostenere maggiori spese per finanziare il servizio di raccolta.
La nuova...