Piccola colonia e compartecipazione familiare: il regime previdenziale
La circolare Inps 2.03.2026, n. 21 riorganizza la disciplina contributiva dei contratti di piccola colonia e di compartecipazione familiare, coordinando le istruzioni del 1996 e 1997 con l’evoluzione normativa e giurisprudenziale del settore agricolo.
Con la circolare 2.03.2026, n. 21 l’Inps ha fornito un quadro organico della disciplina previdenziale applicabile ai contratti di piccola colonia e di compartecipazione familiare, ricostruendo i presupposti normativi e i criteri amministrativi per l’instaurazione e la gestione dei relativi rapporti contributivi.Il riferimento normativo di base è costituito dal D.Lgs. 9.04.1946, n. 212 e dalla L. 12.03.1968, n. 334, che equiparano ai fini previdenziali i piccoli coloni e i compartecipanti familiari ai lavoratori agricoli a tempo determinato per quanto riguarda l’accredito contributivo negli elenchi annuali e l’accesso alle principali prestazioni temporanee, tra cui disoccupazione agricola, malattia e maternità.Sotto il profilo giuridico, entrambi i contratti rientrano nella categoria dei contratti associativi e si distinguono dal contratto di affitto agrario, che ha invece natura sinallagmatica. L’elemento causale che accomuna piccola colonia e compartecipazione è rappresentato dall’esercizio congiunto dell’attività agricola e dalla ripartizione dei prodotti o degli utili tra concedente e concessionario, con assunzione del rischio di impresa da parte di entrambi i soggetti, seppur in forma attenuata.Nel caso della piccola colonia, il rapporto è strettamente connesso al godimento del fondo agricolo. Il concedente affida il terreno al colono affinché lo coltivi, generalmente con una prospettiva di maggiore stabilità rispetto alla compartecipazione...