RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 22 Ottobre 2018

Più chance alla scissione asimmetrica


Molte società commerciali hanno come scopo sociale la gestione e la valorizzazione di complessi immobiliari. Con una certa frequenza, si verifica che i soci intendano interrompere il sodalizio e dividere il patrimonio immobiliare tra di essi. È questo il caso di cui si è occupata l'Agenzia delle Entrate rispondendo all'interpello 36/2018. Più in dettaglio, quattro soci desideravano scorporare dalla società, che gestisce un condominio, determinati immobili (di valore omogeneo) da attribuire a 4 società beneficiarie di nuova costituzione ciascuna partecipata da uno dei soci. La strada più lineare per raggiungere lo scopo era quella di realizzare una scissione societaria. La scissione è detta asimmetrica (art. 2506, c. 2 C.C.) perché taluni soci non ricevono quote delle beneficiarie. Da rilevare che, nel caso portato all'attenzione dell'Agenzia, nessuna società sarebbe risultata di comodo in quanto tutti gli immobili erano locati. Inoltre, nessun socio aveva manifestato l'intenzione di cedere gli immobili o la propria società immobiliare. Una scissione gode, in principio, del regime di neutralità fiscale garantito dall'art. 172 Tuir se eseguita senza conguagli. In presenza di operazioni di questo tipo aleggia, però, lo spettro dell'abuso di diritto. L'abuso di diritto, codificato nello Statuto del contribuente, ricorre in presenza di vantaggi fiscali...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.