Questi i principali investimenti e le riforme approvate nei primi 6 mesi del 2022:
- la nuova sanità territoriale, che prevede la riorganizzazione della medicina territoriale in case della comunità (almeno 1.350), ospedali di comunità (almeno 400) e centrali operative territoriali (almeno 600);
- rigenerazione urbana. Per la riqualificazione e la valorizzazione dei territori si firmano 158 convenzioni per i programmi innovativi della qualità dell’abitare (PInQuA); si assegnano, inoltre, a 483 Comuni risorse per 1.784 opere di rigenerazione urbana e ad almeno 250 borghi risorse per un programma di sostegno allo sviluppo economico e sociale attraverso l’attrattività e il rilancio turistico;
- interventi sono volti alla valorizzazione del patrimonio culturale, tra cui parchi e giardini storici, architettura e paesaggio rurale, il miglioramento dell'efficienza energetica di cinema, teatri e musei e la sicurezza sismica nei luoghi di culto;
- riforma degli appalti pubblici;
- trasformazione digitale. Con gli obiettivi di giugno si entra nella fase di realizzazione dei nuovi progetti di connessione, con l’aggiudicazione dei progetti relativi a scuole, strutture sanitarie, isole minori e territorio, incluse le aree oggi meno connesse;
- riforma di istruzione e università, con particolare riferimento alla ricerca;
- transizione ecologica: sono stati definiti la strategia nazionale dell’economia circolare e il programma nazionale per la gestione dei rifiuti;
- completamento della riforma della Pubblica Amministrazione.
All’Italia nell’ambito del PNRR sono stati assegnati circa 191 miliardi di euro tra prestiti e sovvenzioni (senza contare React EU e il Fondo complementare). Queste risorse non vengono erogate in un’unica soluzione ma in rate successive. Ad agosto 2021 è stato erogato un primo pre-finanziamento pari a 24,9 miliardi di euro, mentre ad aprile 2022 è arrivato il pagamento della prima rata di 21 miliardi di euro.
La tabella di marcia del Piano prevede ora che il Paese raggiunga entro dicembre altri 55 obiettivi, portando a 100 quelli totali del 2022, così da poter accedere alla terza tranche di fondi (21,8 miliardi dei quali ne saranno erogati 19). Finora, secondo le cifre fornite della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sono stati erogati circa 100 miliardi di euro. "Significa inoltre che 700 miliardi devono ancora essere investiti nei prossimi anni. In un periodo di incertezza, ciò darà un grande impulso all'economia europea", ha affermato la numero uno dell'esecutivo comunitario.
