Il Governo, forte della riconferma dell’asse Quirinale - Palazzo Chigi, fa il punto sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’attenzione si concentra sui 45 obiettivi del 1° semestre (a oggi ne risultano raggiunti 3) per i quali sono stati messi a disposizione 24,13 miliardi, a cui se ne aggiungeranno altri 21,83 per i 55 obiettivi da completare entro il 31.12.2022. Una vera e propria corsa contro il tempo, pena la perdita delle risorse del Recovery, scenario disastroso da evitare a qualunque costo.
Tra gli obiettivi più significativi da raggiungere entro questo primo semestre ci sono anche la spending review e la riforma dell’amministrazione fiscale che fanno capo al Ministero dell’Economia. In particolare la revisione della spesa pubblica entrerà in azione già nel 2023 e dovrebbe portare in dote risparmi da mettere a disposizione del taglio delle tasse. Non si esclude inoltre che a breve il Governo intervenga con un nuovo decreto semplificazioni.
Il bilancio del 1° anno di applicazione del Piano. Al 31.01.2022, si segnala da Palazzo Chigi, sono stati emanati 113 bandi e avvisi per 27,86 miliardi. Ma nell’agenda ci sono questioni che potrebbero far esplodere nuovi contrasti nella maggioranza: dalla riforma della sanità territoriale, alle regole sui rifiuti, alle nuove carriere degli insegnanti, solo per citarne alcune.
Tra questi 45 target che i diversi Ministeri dovranno centrare entro giugno, per sbloccare la seconda rata dei fondi Recovery prima dell’estate, la maggior parte sono di carattere ambientale, quindi di competenza del Ministero della transizione ecologica: 7 maxi riforme che spaziano dall'efficienza energetica all'economia circolare, passando per dissesto idrogeologico e rifiuti; 4 investimenti (digitalizzazione parchi, cultura sui temi ambientali, ricerca sull'idrogeno e installazione di elettrolizzatori); e 5 step intermedi - a partire dal lancio del portale per l'efficienza energetica da parte dell'Enea - da centrare entro marzo per accelerare gli adempimenti del Ministero.
Importante anche l’impegno sul versante delle riforme strutturali. Tracciati con le leggi delega i binari degli interventi di riforma del processo penale civile, i prossimi mesi dovranno vedere la presentazione in Consiglio dei Ministri dei relativi decreti legislativi. Identico il meccanismo previsto con la costituzione di una pluralità di gruppi di lavoro, tra i cui componenti spesso sono inseriti gli artefici delle deleghe.
Nel 2022, complessivamente, l’Italia deve conseguire complessivamente 100 obiettivi per il PNRR di cui 83 milestone e 17 target. Di questi 45 sono da conseguire entro il 30.06.2022, a cui è collegata una rata di rimborso di 24,13 miliardi, e 55 entro 31.12.2022, per la quale è associata una rata di rimborso pari a 21,83 miliardi.
