Quest'anno sono 100 le scadenze del Pnrr da rispettare, il doppio del 2021 (51). Si tratta per la precisione di 83 milestone e 17 target. I primi sono obiettivi qualitativi, una sorta di traguardi generici, mentre i secondi sono di natura quantitativa: finalizzazione di progetti, leggi e appalti. Lo scorso anno l'Italia ha dovuto raggiungere quasi tutti traguardi generali, creando il quadro giuridico e tecnico per “mettere a terra” i vari progetti.
Per ottenere a inizio luglio la prima tranche del 2022 (la seconda del Pnrr), che vale 24,1 miliardi, l'Italia dovrà realizzare 1 solo target (assieme a 44 milestone). Più difficile sarà ricevere la seconda tranche (terza del Pnrr) da 21,8. Entro fine anno, infatti, ci saranno molti più obiettivi specifici da raggiungere, ben 16, assieme a 39 milestone. Sono poi previste 66 riforme, di cui 23 leggi e 43 decreti attuativi.
Entro il 30.06.2022 occorre approvare la riforma della carriera degli insegnanti (con un nuovo sistema di reclutamento) e portare a termine la delega sul nuovo codice degli appalti. Ancora: Ministero della Salute e Regioni dovranno definire il piano per riorganizzare l'assistenza sanitaria territoriale.
Entro dicembre, invece, si dovrà mettere a punto: la legge annuale sulla concorrenza; nuovi meccanismi di incentivo alle imprese; un sistema di certificazione della parità di genere e uno per formare meglio i lavoratori della scuola. C'è poi da concludere la riforma del pubblico impiego.
Tra i primi obiettivi da centrare spiccano: lo sviluppo dei servizi digitali per i visitatori dei parchi nazionali e delle aree marine protette; investimenti per aumentare la competitività delle filiere produttive; una mappa degli insediamenti agricoli abusivi per contrastare il caporalato; l'entrata in vigore del piano operativo relativo ai progetti per assegnare gli alloggi di edilizia popolare.
Quanto ai target da centrare entro fine anno, ci sono: l'avvio delle procedure per l'assunzione di personale nei Tribunali civili, penali e amministrativi; l’assegnazione finale degli appalti per la realizzazione dei porti green; e la destinazione di almeno 300 borse di studio a giovani ricercatori.
Tra gli obiettivi specifici da raggiungere, anche l'aggiudicazione di tutti i contratti di ricerca sull’idrogeno e degli appalti legati ai progetti sulla banda ultra-larga nelle aree italiane rimaste scoperte.
Intanto la Commissione europea è al lavoro per validare la tranche di fondi arrivata all'Italia a dicembre: circa 24,1 miliardi divisi equamente tra sovvenzioni e prestiti. L'ultimo via libera arriverà tra 2 o 3 mesi, con i commissari che dovranno validare i 51 obiettivi raggiunti dall'Italia nel 2021. Ad avere l'ultima parola, però, sarà un comitato di esperti consulenti dell'esecutivo di Bruxelles.
A giugno, infine, la stessa Commissione deciderà se applicare il "decalage" del Pnrr, cioè la redistribuzione dei fondi tra i Paesi membri dell'Ue. L'Italia, che è cresciuta più delle attese, rischia di vedere diminuire la quota di 60 miliardi soggetta a tale meccanismo: circa un terzo dei soldi del Next Generation Ue destinati a Roma.
