L’assegno della commissione Ue da € 24,9 miliardi a titolo di prefinanziamento del 13% del Pnrr è arrivato nelle casse dello Stato. L’Italia è il 5° Paese europeo a incassarlo dopo Belgio, Lussemburgo, Portogallo e Grecia. Una nota della Commissione europea sottolinea il fatto che il prefinanziamento contribuirà a dare impulso all’attuazione delle misure fondamentali di investimento e riforma delineate nel Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza.
Da sottolineare inoltre che, rispetto ai piani pervenuti alla scadenza del 30.04.2021 che hanno ricevuto l’approvazione di Bruxelles e hanno chiesto il prefinanziamento, quello italiano vale oltre la metà del totale (46,5 miliardi).
NextGenerationEU rappresenta senza dubbio un’opportunità di portata epocale, non solo per lasciarsi definitivamente alle spalle la crisi, ma anche per spingere sull’acceleratore delle riforme strutturali la cui mancata attuazione ha storicamente relegato il nostro Paese in una posizione di secondo piano a livello europeo. Il prefinanziamento è dunque un primo passo tangibile per avviare gli investimenti e le riforme che l’Italia si è impegnata a realizzare e che renderanno il Paese più moderno, creando nuove opportunità.
L’Italia riceverà, se rispetterà gli impegni assunti con Bruxelles, complessivamente 191,5 miliardi di euro nel corso della durata del piano 2021-2026: di questi, 68,9 miliardi saranno sovvenzioni e 122,6 miliardi prestiti. L’Italia, è importante sottolinearlo, è l’unico Paese europeo che ha deciso di richiedere l’intera quota di prestiti prevista dal Recovery.
L’acconto del 13% sarà via via recuperato al momento del pagamento delle singole rate di rimborso, sottraendo il 13% anticipato al valore della rata definito nel programma approvato dalla commissione e dal Consiglio.
Esempio - Per la prima rata del 31.12.2021, per esempio, alla somma prevista di 24.138 milioni di euro circa, dovrebbero essere sottratti 3.138 milioni, riducendo l’importo a un valore netto di 21 miliardi.
La Commissione europea ha posto l’accento sul fatto che l’erogazione di ulteriori fondi sarà autorizzata in funzione della realizzazione degli investimenti e delle riforme previsti nel piano per la ripresa e la resilienza dell’Italia.
Le linee guida del piano nazionale italiano prevedono già per il 2021 la contabilizzazione di una spesa di investimento per oltre 15 miliardi, alimentata da 106 progetti che dovrebbero avere un avvio immediato. Se da ciò emerge chiara l’intenzione di produrre il più rapidamente possibile un beneficio all’economia e di “portarsi avanti” nel raggiungimento dei target di spesa previsti, il Ministero dell’Economia fa però presente che le previsioni di spesa in investimenti contenute nel piano approvato dal Consiglio dei ministri il 30.04.2021 non sono cogenti per il Governo italiano ai fini della riscossione delle rate di rimborso.
Ai fini dei rimborsi europei, infatti, valgono soltanto gli obiettivi e i traguardi che corrispondono a quanto concordato e approvato da Bruxelles.
In altri termini, le previsioni di spesa contenute nel piano, progetto per progetto, sono, appunto, una previsione che non coincide con i target da centrare per avere l’approvazione europea. Per la prima scadenza di fine 2021, per esempio, fanno fede soltanto i 51 obiettivi indicati dal piano approvato dalla Ue e riportati nel decreto firmato dal Ministero dell’Economia.
