Economia 10 Dicembre 2021

PNRR e riforma fiscale tra novità e incertezze

La riforma del sistema tributario, benché non ricompresa direttamente nel Piano nazionale, è destinata ad accompagnarne l’attuazione, concorrendo a realizzare gli obiettivi di miglioramento della competitività del sistema Paese e l’equità sociale.

La riforma fiscale, della giustizia, della Pubblica Amministrazione e la semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza, se pure non ricomprese strettamente nel perimetro delle azioni previste dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), è destinata ad accompagnarne l’attuazione, concorrendo a realizzare gli obiettivi di equità sociale, miglioramento della competitività del sistema Italia e crescita economica. Il disegno di legge delega per la revisione del sistema fiscale approvato dal Consiglio dei Ministri del 5.10.2021, dunque, rappresenta una riforma di accompagnamento al PNRR, come espressamente indicato dal piano stesso.
Il Governo avrà a disposizione 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge delega per l’adozione dei decreti delegati.

Gli interventi normativi degli ultimi decenni hanno causato un significativo appesantimento del sistema fiscale nazionale, determinando un’eccessiva frammentazione della legislazione; la mancanza di una visione di lungo periodo e la consolidata prassi dell’uso e abuso di interventi d’urgenza, l’ottica di adottare misure rivolte al breve periodo hanno avuto un ruolo determinante nella creazione di un sistema tributario che ha allontanato sempre di più gli investimenti, soprattutto quelli stranieri. In sintesi, a spaventare i fondi e le imprese estere c’è un Fisco sempre più cavilloso e complicato da decifrare.
In tal senso, per superare almeno in parte questi numerosi limiti, il Governo intende perseguire con la riforma fiscale alcuni fondamentali obiettivi, rivolti, appunto, a ridisegnare il rapporto tra contribuente e Fisco e in particolare:
  • semplificazione e razionalizzazione del sistema fiscale, rafforzando la progressività su cui si basa già attualmente, eliminando i c.d. micro-tributi con gettito trascurabile per l’Erario e riducendo i numerosi adempimenti a carico dei contribuenti;
  • crescita dell’economia attraverso l’aumento dell’efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall’impiego dei fattori produttivi;
  • riduzione dell’elusione ed evasione fiscale.
La proposta di riforma tributaria ha come obiettivo primario quello di creare una discontinuità rispetto al passato, ponendo al centro la crescita economica e l’aumento della competitività del sistema Italia, tramite una serie di riforme strutturali e la semplificazione e armonizzazione del sistema fiscale italiano. Le modifiche da attuare, previste dal progetto di legge delega, riguardano:
  • riforma della riscossione;
  • revisione dell’Irpef;
  • riforma dell’Ires e della tassazione del reddito d’impresa;
  • revisione dell’Iva ed altre imposte indirette;
  • superamento dell’Irap;
  • revisione degli strumenti di mappatura degli immobili e la revisione del catasto dei fabbricati;
  • revisione delle addizionali dell’Irpef;
  • introduzione di una codificazione tributaria.
In conclusione, il PNRR e la connessa riforma del sistema tributario rappresentano l’occasione per allineare la politica fiscale nazionale con quella degli altri Paesi europei e per rendere attrattiva l'Italia agli investitori stranieri. La riforma fiscale appare sicuramente un primo passo, ma non ancora sufficiente, verso un ripensamento di un intero sistema tributario che fino a oggi si è rivelato del tutto inefficiente e inadeguato a sostenere la crescita del Paese.