Economia 19 Maggio 2021

PNRR Missione 1: Digitalizzazione, competitività e cultura

Come verranno spesi gli oltre 40 miliardi di euro che nei prossimi anni le PMI potranno sfruttare.

Una delle aree di intervento più consistente, in termini di fondi stanziati, del PNRR è sicuramente la digitalizzazione, con un ammontare di 40,73 miliardi così ripartiti:
  • M1C1: digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella P.A., 9,75 mld;
  • M1C2: digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo, 24,30 mld;
  • M1C3: turismo e cultura, 6,68 mld.
Per rispondere alla crisi in atto è primaria importanza sostenere la crescita e la resilienza delle PMI, potenziando la capacità nelle filiere più innovative e una loro diffusione nei mercati internazionali. Infatti le risorse finanziare previste nel PNRR, sono in prevalenza destinate alle PMI. Ora analizziamo, seppur non in modo esaustivo, gli investimenti che nei prossimi anni le PMI potranno adottare per dare un deciso salto di qualità al nostro Paese.

Investimento 1: transizione 4.0 (risorse per 13,97 mld)
Gli incentivi finalizzati a sostenere le imprese che investono, per digitalizzare i processi produttivi, si identificano con dei crediti d’imposta, nell’arco del triennio 2020-2022, variabili in base all’area di intervento, quali:
  • beni capitali: il credito è riconosciuto per investimenti in beni materiali e immateriali, cosiddetti “beni 4.0” annessi alla L. 232/2016 e i beni immateriali di natura diversa e strumentali all’attività;
  • ricerca e sviluppo e innovazione;
  • nelle attività di formazione per lo sviluppo delle nuove competenze nel digitale e introdurre un modello di riqualificazione manageriale sulle PMI.
Investimento 2: beni ad alto contenuto tecnologico (risorse per 0,75 mld)
Si prevedono contributi pari al 40% dell’ammontare complessivo delle spese ammesse per sostenere gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature ad alto contenuto tecnologico. Questa linea d’intervento è determinante per modernizzare un sistema economico verso l’export.

Investimento 3: reti ultraveloci (risorse per 6,31 mld)
Strategia per creare un’infrastruttura di reti fisse e mobili ad altissima capacità. L’Italia prevede di raggiungere, entro il 2026, le connessioni a 1 Gbps su tutto il territorio nazionale. Una “Gigabit society” universale consentirà alle imprese di usufruire le diverse tecnologie 4.0.

Investimento 5: mercato estero per le PMI (risorse per 1,95 mld)
Le risorse previste per favorire lo sviluppo della competitività sui mercati internazionali, sono destinate per esempio a misure come le seguenti:
  • partecipazione a fiere internazionali;
  • servizi di consulenza per supporto alle imprese;
  • innovazione di processo o di prodotto;
  • fase per la transizione green dei processi di produzione.
L’erogazione di questi contributi o prestiti agevolati sarà gestita da Simest, società del Gruppo Cassa deposito e prestiti che già dal 1991 affianca le imprese italiane che si vogliono approcciare al mercato estero.
Per raggiungere una efficiente digitalizzazione, nel PNRR, non può mancare la riforma della proprietà industriale. Questo ambito riformatore vuole essere un valido aiuto per proteggere idee, attività lavorative, processi innovativi e per dar impulso a investimenti più tutelati e duraturi.