Economia 16 Marzo 2022

PNRR: pronto il Piano B?

Per il momento l’ipotesi non è sul tavolo di confronto con la Commissione UE, ma lo scenario è in rapido mutamento.

Di tanto in tanto trapela qualche voce sulla trattativa sottotraccia fra Italia e Ue per un “piano B”. A sollevare la questione era stato, il 25.01.2022, il Ministero delle Infrastrutture, indicando il 2022 come anno cruciale anche per una possibile revisione dei Piani di ripresa presentati dai vari Paesi, alla luce di eventi eccezionali.
Bruxelles dal canto suo si limitava a richiamare le procedure già previste dal regolamento Ue 2021/241, in base al quale sono possibili piccole limature, ma non cambiamenti sostanziali.
Gli “eventi eccezionali” che potrebbero indurre la Commissione a rivedere in maniera più incisiva il cammino e le modalità del PNRR non sono certo mancati, in questo tormentato inizio di 2022: dapprima l’aumento del costo del gas e di altre materie prime che, complice la totale dipendenza del nostro Paese dal punto di vista energetico, ha spinto i prezzi dell’energia a livelli senza precedenti. Prezzi dell’energia che sono ulteriormente sospinti a livelli record, è cronaca di questi giorni, dalla guerra in Ucraina.
Un evento, quest’ultimo, che oltre naturalmente alle conseguenze umanitarie e geopolitiche, ancora in gran parte imprevedibili, ha e avrà effetti gravi, profondi e di lungo periodo sull’economia mondiale e, in particolare, su quella del Vecchio Continente, soprattutto a causa della dipendenza energetica già citata, che non riguarda la sola Italia.

Per ora, comunque, bocche cucite nel Governo sull’ipotesi di una modifica al PNRR. Per il momento sembra che l’ipotesi non ci sia: non è sul tavolo di confronto con la Commissione Ue, dove ci sono altre priorità. Inoltre, porre ora la questione non servirebbe ad accelerare le riforme e i progetti in corso.
Anzi, da Bruxelles si fa sapere che “l’attuazione del Recovery and Resilience Facility è fondamentale per attutire l’impatto di questa nuova crisi” generata dalla guerra.
In via riservata, qualche funzionario pubblico ammette che bisognerebbe cambiare ma aggiunge che è difficile porre ora la questione di un piano B, perché la situazione è estremamente fluida e potremmo essere costretti nel giro di breve tempo a elaborare un piano C.
Non è più solo una questione di procedure; è cambiato completamente il quadro economico e politico cui il PNRR si riferisce, e oggi dipende in gran parte da variabili esogene: la guerra, la crisi energetica, i costi delle materie prime, la crescita che si è fermata. Per non parlare delle variabili interne al Piano: la lievitazione dei costi, e il ritardo che alcuni progetti cominciano a segnare.
Nelle prossime settimane vedremo se l’ipotesi di revisione del Piano si farà strada in maniera più concreta.