I comportamenti inadeguati dei dipendenti e la criminalità economica sono tra i principali rischi che le aziende devono affrontare. La quantità di danni causati da casi di frode e abuso raggiunge cifre iperboliche. Inoltre, perdita di reputazione e fiducia sono incommensurabili ed è il motivo che spinge spesso le aziende a nascondere situazioni di questo tipo. Altrettanto spiacevoli si presentano tutti quei casi in cui l'azienda può essere accostata a notizie sconvenienti. Ci occuperemo qui dell'aspetto più comune: il comportamento da tenere quando i dipendenti rivelano informazioni sui social network o usano le piattaforme in modo improprio.
Come per i blog, la creazione e l'uso dei social network è una libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana: tutti hanno il diritto di formulare, esprimere e diffondere liberamente il proprio pensiero. Nel diritto del lavoro, questa libertà è altrettanto vasta, ma all'interno degli obblighi contrattuali del dipendente nei confronti del datore di lavoro (correttezza e buona fede, quindi lealtà) e viceversa. Calunnie, discorsi diffamatori, offensivi o minacciosi contro l'ambiente di lavoro, i quadri, i colleghi di lavoro e l'azienda, resi pubblici o pubblicati sui social network, al di là di quanto specificato sulla libertà di pensiero, possono costituire un vero e proprio reato, punibile quindi ai sensi del codice...