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Imposte e tasse 06 Novembre 2019

Possibilità di accertamento induttivo

Si tratta di quella particolare forma di indagine che prevede, come procedimento di verifica, la ri-quantificazione di una corretta imposizione fiscale, indipendentemente dalle risultanze contabili, a causa di gravi e ripetute inesattezze nelle dichiarazioni del contribuente.

Laddove sussistano irregolarità nelle dichiarazioni di moderata gravità, dovute perlopiù a cattiva tenuta della contabilità ordinaria d'impresa, vige la possibilità dell'accertamento analitico-induttivo. L'accertamento Induttivo (c.d. induttivo puro) permette la verifica sulla base di presunzioni semplici dovute a gravi irregolarità generate da globale non attendibilità della dichiarazione fornita dal contribuente. Pertanto, la differenza tra le 2 tipologie di verifica risiede nella reiterata e volontaria violazione contabile del contribuente, la quale porta a ritenere non plausibile del vero la dichiarazione presentata al Fisco. L'accertamento induttivo, per il contribuente, si presenta come una verifica molto penalizzante. Per tale motivo l'Ufficio Tributario, nell'ambito di ingiunzioni accertative, si trova nella necessità di rispettare tassative condizioni di applicazione, le quali non possono mai rappresentare una scelta arbitraria dell'apparato fiscale. In tale ambito l'art 39, c. 2 D.P.R. 600/1973 esplicita il perimetro che permette l'azione induttiva e lo identifica nelle seguenti situazioni, che prevedono la non corretta adempienza da parte del contribuente a causa di: - reddito d'impresa omesso nella dichiarazione; - indisponibilità delle scritture contabili, volontaria per omissione di presentazione, ma anche involontaria per forza maggiore; - frequenza di...

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