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Gestione d'impresa 01 Agosto 2022

Posso farle un'offerta? Certo, ecco l’IBAN…

L’uso delle corrette terminologie consente una migliore comunicazione e aiutano ad essere più convincenti. Un termine che andrebbe definitivamente messo nel dimenticatoio è “offerta”.

“Come da accordi, le inviamo la nostra migliore offerta…” Avrete sicuramente sentito, letto, o forse anche scritto, questa frase. Fa parte di una serie di frasi fatte nate del dopoguerra dal boom economico e poi replicate nelle scuole. Il mio corso di studi, prima dell’Università, iniziò con il diploma in Ragioneria e ricordo che già allora ci insegnavano questa ed altre terminologie: “Ci pregiamo comunicarVi…” “Distinti Saluti”; oppure le classiche abbreviazioni: “Spett.le, Egr., Ill.mo, Alla c.a., c.m.”. Bene, queste terminologie erano già usate da molti anni, non solo dal 1977, l’anno del mio diploma. Ora siamo nel 2022 e, dopo più di mezzo secolo, nell’era di Internet e dei computer quantistici, si vedono ancora tante lettere commerciali con queste terminologie formali. Sapete perché sono nate? Le sigle esistevano per far sì che l’operatore alla macchina da scrivere meccanica (Olivetti 84, per citarne una) scrivesse meno “battute” e diminuisse la possibilità di errore. Quelle macchine da scrivere non avevano quella simpatica icona con la freccetta rivolta all’indietro che al giorno d’oggi rimedia all’errore: se uno sbagliava, era costretto a cestinare l’intera lettera commerciale e a riscriverla. Oggi, con il T9 e le tastiere intelligenti, basta digitare le 2 o 3 lettere iniziali e ti...

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