È consuetudine diffusa che nel periodo natalizio vengano organizzate da imprenditori e professionisti le cene degli auguri per i dipendenti e clienti, per offrire al pubblico un'immagine positiva di sé e della propria attività in termine di floridezza ed efficienza.
Ai fini fiscali, il trattamento è diverso a seconda che partecipino i dipendenti o i clienti. La normativa qualifica tra le spese di rappresentanza, le cene organizzate dall'imprenditore con soggetti terzi, clienti e fornitori. Di conseguenza, le cene sono deducibili nel limite del 75% della spesa sostenuta, entro il limite dell'ammontare massimo deducibile nell'anno: 1,5% dei ricavi e proventi fino a 10 milioni di euro; 0,6% dei ricavi e proventi da 10 milioni a 50 milioni; 0,4% dei ricavi e proventi eccedenti 50 milioni. Le spese di rappresentanza, quindi, sono quelle spese sostenute e documentate “per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni e il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dell'obiettivo di poter raggiungere benefici economici per l'impresa ovvero sia coerente con pratiche commerciali di settore” (comma 1 D.M. 19.10.2008).
Non rientrano in tale fattispecie le cene a cui partecipano esclusivamente i dipendenti, costituendo una somministrazione gratuita di alimenti e bevande. In merito a tale tipologia si è espressa da tempo...