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Imposte e tasse 31 Dicembre 2021

Prestazioni non fatturate dal de cuius, l’erede riapre partita Iva

L’Agenzia delle Entrate ribadisce tutti gli obblighi, senza ammettere scorciatoie a seconda del regime fiscale del cliente. E la fattura va emessa a nome del defunto.

Con risposta a interpello n. 785/2021, l’Agenzia delle Entrate ritorna sulla fatturazione delle prestazioni eseguite ma non incassate dal professionista deceduto. La vicenda trae origine dall’istanza presentata dal coniuge di un defunto avvocato, la quale ha ricevuto notizia, dopo oltre un anno dall’evento luttuoso, di posizioni creditorie residue ancora da incassare e da fatturare. Per eseguire gli adempimenti IVA, l’erede suggeriva questa duplice modalità: la prima, relativa ai clienti titolari di partita IVA, prevedeva l’autofatturazione delle prestazioni da parte dei medesimi committenti; la seconda, relativa ai clienti privati consumatori, prevedeva il rilascio da parte dell’erede di una ricevuta contenente tutte le informazioni da indicare obbligatoriamente in fattura e il successivo versamento dell’IVA riscossa mediante F24. Nel cassare la soluzione proposta dal contribuente, l’Amministrazione Finanziaria riassume le conclusioni a cui era giunta in precedenti documenti di prassi: circolare n. 11/E/2017, per cui l’attività del professionista non si può considerare cessata fino all’esaurimento di tutte le operazioni; risoluzione n. 232/E/2009, in cui si precisa che la cessazione dell’attività per il professionista coincide con quello in cui lo stesso chiude i rapporti professionali, fatturando tutte le operazioni svolte e dismettendo i beni strumentali; risoluzione n....

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