RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 19 Novembre 2019

Prestazioni sanitarie: tra fatture elettroniche, STS e corrispettivi

Il punto sui soggetti coinvolti e i nuovi adempimenti, compresa la trasmissione dei dati di vendita.

Negli ultimi 2 anni le prestazioni sanitarie sono state oggetto di ripetuti e divergenti interventi volti da un lato a implementare la dichiarazione dei redditi precompilata con i dati sanitari, dall'altro a proteggere i dati personali dei pazienti, generando un ginepraio normativo di ardua soluzione. Ripercorrendo l'iter normativo, si inizia con l'art. 10-bis D.L. 119/2018: è fatto divieto di emettere fatture elettroniche per i soggetti tenuti o meno (chiarimento dell'art. 9-bis L. 12/2019) all'invio dei dati al STS con riferimento alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti di persone fisiche. Da qui occorre, quindi, chiarire cosa si intenda per prestazione sanitaria: trattasi dell'attività di cura e riabilitazione atta a soddisfare bisogni di salute mediante percorsi resi da figure sanitarie, ove con tale termine si intende una delle 30 professioni sanitarie riconosciute in Italia. Da ciò discende che le prestazioni rese da una figura sanitaria non a una persona fisica ma a una società (per esempio, corsi di formazione) devono essere certificate da fattura elettronica. Altro adempimento, completamente autonomo e staccato dalla fatturazione elettronica, è l'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria. I soggetti tenuti all'invio sono, a titolo esemplificativo, farmacie, parafarmacie, chirurghi, odontoiatri, psicologi, infermieri, strutture sanitarie e devono adempiere a tale comunicazione entro il...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.