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Associazioni sportive dilettantistiche e sport 14 Febbraio 2026

Prestazioni sportive e Iva: l'onere della prova senza RASD o RUNTS

L'interpretazione dell'art. 36-bis D.L. 75/2023 e i rischi per gli enti non iscritti al RASD e RUNTS. Come dimostrare l'assenza di lucro e la natura istituzionale delle attività motorie per evitare la riqualificazione commerciale.

L’art. 36-bis D.L. 75/2023, convertito dalla L. 10.08.2023, n. 112, in vigore dal 17.08.2023, ha introdotto un regime di esenzione Iva per le prestazioni di servizi strettamente connesse alla pratica dello sport e dell’educazione fisica, comprese quelle di natura didattica e formativa. La norma assume particolare rilievo per l’ampiamento dell’ambito applicativo dell’esenzione, estendendola anche alle prestazioni rese al di fuori della tradizionale sfera associativa.Sotto il profilo soggettivo, l’art. 36-bis si rivolge genericamente alle “persone che esercitano lo sport o l’educazione fisica”, senza limitare l’esenzione alle sole prestazioni rese a soci, associati o tesserati. L’agevolazione può quindi trovare applicazione anche per le prestazioni rese a soggetti non soci, superando l’impostazione tradizionale che subordinava il trattamento fiscale agevolato all’esistenza di un rapporto associativo. Il legislatore sposta l’attenzione dal vincolo formale tra ente e destinatario alla natura dell’attività svolta e alla sua effettiva destinazione a soggetti che praticano sport o educazione fisica.I soggetti che possono applicare l’esenzione sono gli organismi senza fine di lucro, compresi gli enti sportivi dilettantistici di cui all’art. 6 D.Lgs. 36/2021. Rientrano in tale nozione anche altri enti non lucrativi, inclusi quelli del Terzo settore, purché presentino i requisiti sostanziali di assenza di finalità lucrative. Tuttavia, per gli enti...

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