Presto le persone fisiche svizzere fuori dalla black list
Roma e Berna annunciano l’imminente uscita della Confederazione elvetica dall’ultima black list fiscale italiana, quella relativa alla residenza delle persone fisiche.
È di qualche giorno fa la notizia che la Svizzera si appresta a uscire dalla black list italiana. La notizia merita qualche chiarimento. Anzitutto l’Italia ha nel tempo stilato, modificato e cancellato diverse black list fiscali: quella per l’indeducibilità dei costi rinata nel 2023, quella per le CFC e infine quella (tuttora vigente) per la presunzione di residenza delle persone fisiche.
Come è noto, secondo le ordinarie regole sull’onere della prova, il Fisco può dimostrare che la residenza fiscale estera di una persona fisica è fittizia nei casi previsti dall’art. 2 del Tuir, ossia quando la residenza o il domicilio o anche la residenza anagrafica si trovano in Italia.
L’art. 2, c. 2-bis del Tuir e il D.M. 4.05.1999 hanno, però, introdotto l’inversione dell’onere della prova per i cittadini italiani che si dichiarano residenti in talune giurisdizioni non collaborative. Questi cittadini si trovano, quindi, a dover sostenere la prova, in molti casi diabolica, della residenza estera anche nei casi più evidenti.
Tra i Paesi inseriti in questa black list figura fin dal 1999 la Svizzera, a motivo della storica riservatezza della Confederazione elvetica e delle sue banche.
Ciò comporta che per un italiano trasferito in Svizzera non è sufficiente certificare il trasferimento di residenza fiscale in Svizzera: deve essere in grado di dimostrare, a richiesta del Fisco...