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Imposte e tasse 12 Dicembre 2018

Presunzioni contro i soci nell'accertamento della Srl


Quando procede all'accertamento nei confronti di una Srl, l'Agenzia delle Entrate estende l'accertamento ai soci con la presunzione che siano stati distribuiti i maggiori utili derivanti, appunto, dall’accertamento. Non è semplice affrontare questo tipo di presunzione di distribuzione ai soci di profitti occulti e scaturiti dal mero accertamento in capo a una società di capitali a ristretta base partecipativa. La giurisprudenza ha piuttosto reso il processo di distinzione più complesso, in quanto ha quasi fatto passare questa presunzione semplice come una presunzione legale. Tuttavia non può essere così. Il legislatore, al momento, non ha previsto con legge tale presunzione. Come in ogni presunzione semplice, dunque, si dovrebbe partire da un fatto noto (maggior reddito accertato) e attraverso un ragionamento presuntivo esposto, si giunge a provare presuntivamente il dato ignoto: nel caso che affrontiamo, appunto, la ripartizione di utili occulti. Dunque si ritiene necessario che l'accertamento emesso dall’ufficio debba, a pena di nullità, motivare l'atto impositivo in modo puntuale e non semplicemente richiamare la giurisprudenza, come spesso avviene. Come si faceva cenno, la distribuzione degli utili occulti non è prevista dal legislatore quale presunzione legale e dunque non basta al Fisco esplicare il fatto noto. Quando la presunzione non è legale, allora l'autorità fiscale...

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