Ci sono stati tempi in cui fare previsioni era un'attività relativamente semplice. L'approccio più affidabile consisteva nel presumere che l'anno successivo sarebbe stato molto simile a quello precedente e tantissimi manager devono la propria brillante reputazione a questa semplice regola empirica, divenuta però oggi inapplicabile. Negli ultimi 3 anni, il mondo è stato scosso da una serie di eventi epocali e inaspettati. Manager, politici e uomini della finanza stanno scrutando con ansia l'orizzonte per capire cosa accadrà.
All'inizio del 2020, molti leader mondiali avevano identificato le sfide più urgenti del pianeta nel cambiamento climatico e nel passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili: nel giro di poche settimane, stavamo affrontando una pandemia mortale. Un anno fa, il dibattito si è spostato su quanto velocemente il mondo si sarebbe ripreso dal Covid-19: poi la Russia ha invaso l'Ucraina, sconvolgendo le relazioni geopolitiche e i mercati globali dell'energia e del cibo.
Cercando di anticipare cosa ci porterà il 2023, ci si trova di fronte a un'incredibile gamma di possibilità. Questo è il motivo per cui molti addetti ai lavori hanno rinunciato alle previsioni, preferendo pianificare una serie di scenari. Alcuni di questi sono specifici: cosa succederà se la Cina ordinasse un'invasione di Taiwan? E se la Russia lanciasse armi...