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Società 24 Novembre 2022

Prime considerazioni sull’entrata in vigore del Codice della crisi

È certamente troppo presto per tracciare un bilancio sugli effetti socioeconomici dell’entrata in vigore del Codice della crisi ma possiamo certamente fare qualche considerazione preliminare.

Il 15.07.2022 è entrato in vigore il Codice della crisi nella sua stesura definitiva, quasi 2 anni dopo rispetto alla data inizialmente prevista per il 15.08.2020. Il nuovo corpo normativo sostituisce e stravolge la generale disciplina della crisi d’impresa, accorpando in sé anche istituti volti a regolare il sovraindebitamento dei privati. La tentazione di prendere le distanze dalla scelta del legislatore è forte, anche e soprattutto perché costringe gli operatori del settore, ormai abituati a muoversi nell’ambito della normativa codificata, da oltre 70 anni nella Legge Fallimentare, a rimettere in discussione quelli che erano divenuti ormai principi cardine del diritto delle procedure concorsuali. Eppure, il nuovo Codice offre un panorama di strumenti e di istituti particolarmente articolato che sembra rispondere in maniera efficace all’esigenza di celerità e speditezza che la gestione d’impresa richiede. I tempi delle imprese, infatti, non sempre collimano con i tempi della giustizia e tale incompatibilità rischia, fin troppo spesso, di vanificare gli sforzi dell’imprenditore in dissesto. Con il Codice della crisi, invece, viene adottato un unico modello processuale per l’accertamento dello stato di crisi o di insolvenza del debitore, con caratteristiche di particolare celerità, anche in fase di reclamo avverso il provvedimento che dichiara la crisi o l’insolvenza. Inoltre,...

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