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Contabilità e bilancio 15 Maggio 2019

Principio di competenza e comunicazioni di bilancio


Sebbene la vita di un’azienda sia un continuum, la si fraziona in annualità per avere una fotografia della situazione in corrispondenza (quasi nella totalità dei casi) dell’anno solare. Per far questo occorre, sia per un fine civilistico che per un fine tributario, trovare collocazione in un anno piuttosto che in un altro agli avvenimenti che per loro natura si trovano trasversali a più periodi (contabili e fiscali). Il principio di competenza trova esplicazione all’art. 2423-bis, c. 1, n. 3, C.C., da leggere insieme al Principio contabile OIC 11, versione aggiornata a marzo 2018: “Nella redazione del bilancio... si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell'esercizio, indipendentemente dalla data dell'incasso o del pagamento”. I costi e i ricavi devono essere attribuiti al periodo amministrativo nel quale acquistano certezza, non nel periodo in cui si verifica la movimentazione a livello finanziario. La competenza è quindi un criterio temporale per l’imputazione a conto economico dei componenti positivi e negativi di reddito per determinare l’utile o la perdita di esercizio. I ricavi saranno quindi di competenza dell’esercizio in cui si è verificato lo scambio (ovvero si è verificato il passaggio del titolo di proprietà, come la spedizione o consegna del bene mobile, oppure è stato prestato il servizio). La rilevazione dei ricavi di commesse...

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