La Corte di Giustizia UE (causa T-689/24) ribadisce l’essenzialità del principio di neutralità nell’Iva e la non conformità della dissociazione fra esigibilità e detrazione di imposta nel caso delle fatture a cavallo dell’anno.
Si prende spunto dalla sentenza del 11.02.2026 della Corte di Giustizia UE, Causa T-689/24, che ribalta gli orientamenti dell’Agenzia delle Entrate con le sue cosiddette circolari. La decisione sancisce l’essenzialità della coincidenza dell’esigibilità e della detrazione Iva al fine di rispettare uno dei pilastri di tutto l’impianto strutturale della cosiddetta imposta sul valore aggiunto: la sua neutralità.La Corte di Giustizia UE venne fondata nel 1952 con l’obiettivo intermedio di interpretare i Trattati istitutivi e il diritto UE al fine di raggiungere gli obiettivi finali connessi all’uniforme applicazione del diritto UE negli Stati membri europei, nonché a dirimere eventuali conflitti sorti fra governi e istituzioni europee. La Corte di Giustizia UE assurge a ruolo cruciale nel diritto UE per via delle competenze a essa attribuite dall’art. 267 del T.F.U.E. La Corte di Giustizia UE svolge anche il ruolo di interprete di ultima istanza del diritto UE mediante l’istituto del rinvio pregiudiziale.Il caso deciso dalla Corte di Giustizia UE si riferiva alla normativa Iva della Polonia nella quale veniva sancito il subordine della detrazione Iva al possesso della fattura nello stesso periodo della liquidazione dell’imposta. La Corte di Giustizia UE parte da una precedente sentenza, Causa C-152/02, dove aveva stabilito che il diritto alla detrazione Iva deve essere esercitato nel periodo in cui il diritto è sorto e il soggetto passivo era in possesso...