Privacy, la figura del responsabile della protezione dati
Di recente la normativa italiana in materia di privacy ha inserito la figura del Responsabile della Protezione dei Dati (RPD), interpellato ad agevolare la concreta applicazione del GDPR
Come noto, il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, (UE) 679/2016 conosciuto anche come “GDPR” con effetti diretti a partire dal 25.05.2018, è stato recepito dall’Italia col decreto legislativo n.101 del 10.08.2018, vigente dal 19.10.2018.
La nuova figura introdotta dall’art. 37 del GDPR di cui al Regolamento (UE) 2016/679 è stata dotata di elevate competenze professionali, in specie di conoscenza specialistica della normativa e della prassi in materia di protezione dei dati personali, nonché capacità di assolvere all’adempimento di specifici compiti, il cui rapporto è caratterizzato da indipendenza ed autonomia nell’assolvimento dell‘incarico.
La nomina del DPO
Il Responsabile della protezione dei dati deve essere in possesso di qualifiche professionali, presumendo partecipazione a master e corsi di studio/professionali, per raggiungere una adeguata conoscenza. Si tratta di una figura obbligatoria nella P.A. mentre nelle strutture private solo dove è previsto.
L’RPD è nominato dal titolare del trattamento o/e dal responsabile del trattamento e la sua nomina è obbligatoria in tre casi:
1) amministrazioni, enti pubblici e autorità giudiziarie nell’esercizio delle loro funzioni;
2) tutti i soggetti la cui attività principale consiste in trattamenti che, per la loro natura, il loro oggetto o le loro finalità, richiedono il...