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Gestione d'impresa 28 Maggio 2020

Problema acuto o problema cronico?

Distinguere tra queste due situazioni permette di fare passi concreti verso la soluzione dei nodi cruciali dello studio, valorizzando le attività di questo periodo caratterizzato da serie difficoltà per la clientela.

In questo periodo tumultuoso, gli studi professionali stanno giocando un ruolo chiave nel rilancio dell'economia del Paese. Alleviare le preoccupazioni dei clienti si è dimostrato un lavoro a tempo pieno e soddisfarne le esigenze ha determinato la necessità di garantire l'operatività anche in remoto. Tuttavia, poiché siete consapevoli delle difficoltà dei clienti e vi preoccupate per loro, tanti di voi ci stanno chiedendo come gestire gli impegni di questo periodo. Vi presentiamo un'analisi gestionale del problema. Un periodo come gli ultimi 2 mesi può essere considerato di impegno “acuto”, che a differenza di un impegno “cronico” ha la caratteristica di essere limitato nel tempo. Infatti, una quantità di richieste così ingenti e diffuse è senza precedenti e non è quindi caratteristica del rapporto tra studio e clienti. Ha certamente comportato un picco di impegni e costi, ma sta pian pianino rientrando. Confrontandomi con tanti studi diversi, ci tengo a dire che alcuni di voi hanno ottenuto risultati importanti sull'attività di questo periodo. In effetti, siete gli unici ad aver lavorato, anche facendo orari non canonici. Non è quindi concettualmente sbagliato valorizzare le attività e, se ritenete, anche chiedere un pagamento immediato. Tuttavia, questo specifico problema acuto è legato all'estrema difficoltà della clientela,...

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