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24 Ottobre 2026
Produttività, benessere e AI nei luoghi di lavoro
A differenza di quanto avviene con gli umani, il modello algoritmico avanzato funziona con meccanismi di ricompensa e non contempla metodi punitivi. Un confronto che rimette in discussione il ruolo di premi e sanzioni nella gestione delle persone al lavoro.
Nell’eterno dibattito se sia meglio il bastone o la carota ai fini del risultato atteso, l’arrivo dell’intelligenza artificiale ci presenta un modello del tutto differente dagli schemi precedenti in materia di produttività e benessere nei luoghi di lavoro. Se il concetto di punizione costituisce una delle basi della civiltà, l’addestramento di un’intelligenza artificiale moderna, all’opposto, è improntato su un sistema di feedback continuo che assomiglia più a una ricompensa graduata e poco a una punizione. Nella fase c.d. di pre-training, il modello impara a prevedere parole o sequenze a partire dalla riduzione di un errore (loss), attraverso un segnale continuo che indica quanto il software si è avvicinato alla risposta corretta, senza ipotesi di punizione né esplicita, né implicita. La differenza di metodo è immensa.
Avendo chiaro l’obiettivo ultimo e il risultato finale, perché nei confronti dell’uomo è tanto in voga il sistema del bastone? Come mai il mondo continua a tendere in questa direzione? Probabilmente perché fame, dolore, rabbia o solitudine sono il modo in cui l’evoluzione ci ha motivato a cercare cibo, cure, compagnia e, in generale, ciò di cui abbiamo bisogno per crescere e moltiplicarci. Il cervello dedica risorse sproporzionate a segnali negativi perché un errore può costare la vita, mentre...